Civitavecchia, centrale di Torre Valdaliga nord: curare la malattia e non i sintomi. Intervento di Mario Michele Pascale, coordinatore regionale.

17 11 2009

Ho letto con interesse sia la notizia che il dibattito susseguito alla pubblicazione, da parte di centumcellae.it, delle foto che individuano, nel perimetro di Torre Valdaliga nord, di alcuni sacchi dal contenuto non meglio precisato e, come tale, “sospetto”.
Il lato spiacevole è stato il silenzio sia di Enel che delle istituzioni locali, che comunque sono chiamate a vigilare da un punto di vista ambientale.
Silenzio assordante, contro cui, giustamente si sono scagliati sia Vittorio Petrelli che Cristina Riccetti.

Di certo Enel e comune dovranno rendere conto tanto della natura di quella polvere giallastra  quanto dell’interruzione delle attività di monitoraggio dell’aria. E’ nostro diritto, nostro vuol dire dei cittadini di Civitavecchia e del comprensorio, sapere se la nostra salute e quella dei nostri figli è minacciata.
Il protrarsi del silenzio da parte dell’azienda elettrica e della pubblica amministrazione potrà essere letto solo ed esclusivamente come un’ammissione di colpa.

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Tre semplici domande al sindaco di Civitavecchia, Gianni Moscherini

12 11 2009

Caro Gianni Moscherini,
tu si che mantieni le promesse! Hai emesso la tua brava ordinanza contro la sentenza della corte di Strasburgo da te definita “ignobile”, vuoi subissarci di crocifissi non da tutti graditi (sicuramente non da me) come un bimbo stizzito che, pestando i piedi, tira manciate di terra contro i compagni; ma il tuo accanimento terapeutico nei confronti dell’intromissione del religioso nella vita di uno stato laico ricorda scenari in cartapesta a nascondere macerie di ben altro stampo.
E poi, caro Sindaco, noi laici rispettiamo le sentenze della magistratura, se il riesame presentato dallo Stato italiano verrà accolto positivamente, ce ne faremo una ragione. Noi ci battiamo per la laicità contro la discriminazione utilizzando i mezzi legali a nostra disposizione, senza schiuma alla bocca e senza lo spirito dei crociati, che lasciamo ad altri…

Il problema dell’assenza del crocifisso dalle scuole e dalle aule pubbliche è un fatto di reale democrazia, di integrazione, un tentativo di unire anziché dividere.

Eppure, mi sovviene un dubbio, un piccolo dubbio insidioso, che scaccio, ma ritorna: non c’è in te un nascondersi dietro la croce? Non è questa una battaglia con cui gettar fumo negli occhi e nascondere il fatto che la tua amministrazione non ha fatto assolutamente nulla?
Nascondersi dietro la croce è facile ed è facile unirsi al coro da osteria che attraversa il paese, dal quale spiccano e stridono acuti in falsetto di alti prelati e ministri dalla dubbia cultura. Sicuramente ti senti in buona compagnia, ma tu non sei né ministro né prete, bensì sindaco…e proprio questo dovresti fare, cercando, se possibile, di operare in quanto sindaco di tutti e non solo di alcuni.

A questo proposito, riflettendo sul tuo mandato, vorrei rivolgerti tre semplici domande:

1)Avevi detto che saresti stato il sindaco del fare, cosa hai fatto?

2)Avevi detto che avresti portato la cultura fuori dalle catacombe, come mai il sole splende solo su Pino Quartullo?

3)Perché la tua giunta ha perso, strada facendo, i suoi pezzi migliori favorendo persone dalle scarse competenze e abilità amministrative? E, soprattutto, perché tutti si allontanano da te?

Ti saluto e, poiché rispondere è cortesia, resto in attesa…

Per i Radicali di Sinistra
Sabrina Martinelli

Ps.: non preoccuparti torneremo anche sui crocifissi…

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Ma Buffy l’ammazzavampiri è iscritta al PDL? Distribuzione di crocifissi a Piazza Irnerio

9 11 2009
buffy

Buffy, l'ammazzavampiri

A Piazza Irnerio, l’altroieri, si distribuivano crocifissi.
Qualcuno giura di aver visto Buffy, l’ammazzavampiri, con tutto il suo seguito, altri il Dott. Van Helsing che trascinava una pesantissima corona d’aglio. A quanto pare la città eterna, capitale di un glorioso stato un tempo laico, poi abbrutito dal cattolicesimo politico, è sotto attacco: orde di vampiri, provenienti da Strasburgo, sono pronti a succhiare fino alla morte il sangue dei poveri cristiani lì presenti perché, anche se capitale della repubblica Italiana, Roma è anche il centro del cattolicesimo.

La distribuzione dei crocifissi, ad opera del PdL romano, è stata accompagnata da una raccolta di firme, tesa a rigettare la oramai famosa sentenza della corte europea di Strasburgo. Hanno aderito in molti, alcuni in difesa delle presunte “radici cristiane dell’Europa”, altri con spirito più bellicoso, cavalleresco, muniti del crociato e larussiano motto “dovete morire” lanciato contro chiunque non la pensi come loro.
Intendiamoci, la distribuzione del simbolo religioso come segno di identità e di protesta è una cosa che ci vede favorevoli; ogni cittadino o ogni insieme di cittadini, se crede di aver subito un torto, fa bene a mobilitarsi. Quel che ci preoccupa è lo stile, il tono; pare che ogni cristiano sia diventato un martire che combatte, con la schiuma alla bocca, non per la possibilità di praticare il suo credo religioso o la sua libertà di coscienza (anche perché non è certo questo in gioco), ma per il puro mantenimento di quello che, diciamola tutta, è un privilegio di origine fascista.
Lo stato laico, quello del Risorgimento, non aveva crocifissi né nelle scuole né nei tribunali, dove vi era solo scritto il motto “La legge è uguale per tutti”. Poi, gradatamente, con il ventennio, il crocifisso è arrivato ovunque, anche in quei luoghi in cui il nazareno medesimo non avrebbe messo volentieri piede, forse perché disgustato dagli effluvi di olio di ricino.

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Il denaro pubblico va speso per attività sociali rivolte a tutti, non per il culto. Intervento di Mario Michele Pascale

7 11 2009
mario michele pascale 2

Mario Michele Pascale, coordinatore regionale

Ho seguito con attenzione, dalle colonne del Nuovo Civitavecchia Oggi, le vicende relative al finanziamento comunale di 100.000 euro per la costruzione di un centro sociale polivalente a San Gordiano. A dire la verità aspettavo anche io notizie dagli ambienti ecclesiastici, stranamente taciturni, per fugare ogni dubbio sull’utilizzo di denaro che, vale la pena ricordare, è pubblico, quindi di noi tutti.

Ho letto la risposta del consiglio pastorale della parrocchia di san Gordiano e ne prendo atto.
Mi dispiace però che i fondi, destinati ad un utilizzo sociale, siano stati smistati ad imprecisati lavori urgenti su altri locali. Mi spiego meglio; se un’associazione culturale, una parrocchia, un comitato di quartiere o qualunque altro soggetto volesse coordinare o svolgere un’azione destinata al sociale e aperta a tutti, la pubblica amministrazione avrebbe il dovere di sostenerla, soprattuto nei casi in cui il pubblico non potesse intervenire direttamente o quest’intervento fosse troppo lento e macchinoso.
Ben venga, per fare un esempio, il campo da basket dei salesiani, senza il quale oggi non ci sarebbe, in Italia, un movimento cestistico degno di questo nome e ben venga, per fare un altro esempio, l’associazione cattolica che segue quelle madri in difficoltà che invece di abortire, nonostante mille difficoltà, decidono di avere comunque il bambino.
Ben venga, in ultimo, l’associazione non confessionale che si occupa di teatro, facilitando l’accesso al mondo dello spettacolo o la semplice socialità tra i minori in contesti socialmente critici.
Questi sono tre esempi diversi di attività sociale che aiuta tutti ed è a disposizione di tutti.
Queste iniziative meritano il sostegno pubblico. Leggi il seguito di questo post »





Moscherini: sii cattolico quando non indossi la fascia tricolore. Intervento di Mario Michele Pascale

5 11 2009

“SIAMO, NOI EUROPEI, UN POPOLO DI CATTOLICI, PROTESTANTI, MUSSULMANI, BUDDISTI, EBREI, NEOPAGANI, WICCAN, ATEI ED AGNOSTICI”

LETTERA APERTA A GIANNI MOSCHERINI, SINDACO DI CIVITAVECCHIA

***

Caro Gianni Moscherini,

nei giorni scorsi, in cui andava tanto di moda il “cubagate”, io ho detto che le persone vanno giudicate sulla base dei fatti e non delle voci di corridoio o delle fotocopie, giacché sono certo del fatto che vi sia una differenza tra la magistratura e la cassetta della posta. Oltretutto, credo fermamente nella dignità della magistratura, che non può e non deve essere il piede di porco della politica.

Amo il vero e stavolta dico che sbagli, e sbagli profondamente.

Ho seguito un estratto del tuo discorso relativo alle celebrazioni del 4 novembre sulla stampa. Tu dici che la sentenza della corte di Strasburgo che vuole il crocifisso fuori dalle scuole è “una decisione che giudico personalmente ignobile e che non appartiene alla nostra cultura e a quella europea, fondata sui valori cristiani”; non pago di questo avresti detto che emetterai un’ordinanza che vada in direzione del mantenimento dei crocifissi nelle aule.

Domanda: siamo tutti cristiani? Non credo, basta guardarsi in giro. E’ quella la nostra tradizione? Semmai la tua, che hai anche studiato in seminario e che sei stato, pare, sull’orlo del farti prete. Ti ricorderei che la cultura europea è fatta dalla dialettica di bruto clericalismo e assoluta laicità: per ogni Torquemada c’è un John Stuart Mill, per ogni Tommaso d’Aquino un Jean Paul Sartre, per ogni Ratzinger, piccolo o grande che sia, vi è un Giordano Bruno. Per ogni Paolo di Tarso, c’è un Charles Darwin.
Siamo, noi europei, un popoli di cattolici, protestanti, mussulmani, buddisti, ebrei, neopagani, wiccan, atei ed agnostici. Nessuno può imporre un simbolo religioso nei luoghi che sono deputati alla crescita culturale dei futuri europei, che sono i nostri figli. Chi vuole una educazione religiosa, del resto, ne ha la possibilità con le scuole confessionali ed è libero di iscrivere lì la propria prole.

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Dopo il meeting nazionale di Civitavecchia, una nuova stagione di battaglie civili

2 11 2009

E’ terminato, domenica 1 novembre, dopo due giorni e mezzo di dibattito, il meeting nazionale del movimento dei Radicali di Sinistra. Si è parlato, oltre che del rinnovo del comitato politico nazionale, di laicità, diritti civili, identità di genere, ambiente, università, ricerca, scuola, lavoro ed economia.

Il movimento, attraverso i suoi delegati, ha espresso con forza e ferma convinzione l’impegno non per  un cambiamento né una retorica “difesa”, bensì per  l’attuazione della Costituzione e la effettiva instaurazione di quello Stato laico e di diritto che riconosca tutti i cittadini uguali davanti alla legge e ne garantisca il diritto alla libertà ed il pieno sviluppo della persona.
Con questo, l’obbligo politico ed etico di lottare contro un sistema di privilegi e corporazioni, oligopoli e caste di intoccabili, ribadendo il fatto che  una visione dell’economia e del lavoro debba essere incentrata non sui benefici ricevuti dal mercato finanziario o dal grande capitale industriale, bensì sulla qualità della vita degli individui, dei cittadini.

Il meeting, svoltosi a Civitavecchia, ha visto anche il rinnovo del comitato politico nazionale, che è l’organo di governo del movimento. I delegati hanno eletto: Oberdan Cecchini, (Cesena) Fabrizio Cianci (Roma), Federica Grimaldi (Cagliari), Luciano Iurich (Forlì), Zthepano Karkja (Roma), Sabrina Martinelli (Civitavecchia), Enea Melandri (Ravenna), Mario Michele Pascale (Civitavecchia), Manuel Santoro (Torino), Bruno Tescari (Tivoli).

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Chi ha paura del ’68? Neofascisti contro il film “Il grande sogno” di Michele Placido. Intervento di Mario Michele Pascale

8 09 2009

“Il vero grande sogno è rovesciare il ’68 e mandare a casa chi ha distrutto la cultura nazionale e diffuso ateismo, materialismo, droga, odio e lotta di classe”. Queste le parole di Giuliano Castellino, portavoce del movimento di destra “Il popolo di Roma”, che ha rivendicato l’oscuramento, a mezzo di bombolette spray, di tutti i manifesti del film “Il grande sogno” di Michele Placido, dedicato appunto al ‘68. “E’ stata l’anteprima della nostra campagna, anche il Popolo di Roma sarà presente davanti alle sale dove si proietterà il film ma solo per informare tutti i cittadini che quello del ’68 non è stato un grande sogno bensì una grande tragedia.” prosegue Castellino. Fin qui un pò di stupidità: di certo Michele Placido non è un fanatico di Cuba ed il film tutto è tranne che essere un inno al “sesso, droga, rock’n roll e comunismo”. E’ bastata la sola parola ‘68 per far venire fuori da una sottocultura che ultimamente ha fin troppo spazio e visibilità, odio ed intolleranza repressa. Non ci andrebbe di aderire allo sport nazionale ora tanto in voga a Roma, che è dare addosso al sindaco Gianni Alemanno perchè tenga a freno la “sua” destra e sia meno tollerante con gli estremisti; ci piacerebbe proprio non doverlo fare, ma prego anche il signor sindaco di darmi una mano… da un bel po’ il primo cittadino di Roma pubblicizza un presunto giro di vite sui presunti writers, meglio definiti semplicemente “imbrattatori”; sarebbe ora di testare questa “tolleranza zero” proprio sul movimento del “popolo di Roma”. Che ne dice, signor Sindaco? Aspettiamo, con ansia, una sua ferma reazione, sempre che il pellegrinaggio a Lourdes non l’abbia reso troppo buono ed ancora di più incline al perdono. Quanto al film di Michele Placido, io andrò a vederlo, picchetti o non picchetti. Se vuole potrà venire insieme a me … sarò lieto di offrirle il biglietto.

Mario Michele Pascale

Coordinatore Regionale Lazio del movimento dei Radicali di Sinistra