MANIFESTO PER IL LAZIO

PER IL LAZIO. UNA SINISTRA NUOVA, LAICA E ALTERNATIVA

I principi di eguaglianza e di umanesimo, di laicità e l’inscindibile unità tra i valori della libertà individuale e della giustizia sociale – patrimonio del Partito radicale storico e dei Radicali di Sinistra che intendono esserne i continuatori – sono ancora oggi di estrema attualità di fronte allo svuotamento dei diritti sociali, l’arretramento delle libertà civili, i riflussi clericali e integralisti.
Per tali ragioni i Radicali di Sinistra del Lazio propongono un’idea nuova di politica che rimetta al centro la cittadinanza, i diritti, la partecipazione e la democrazia.
 
I Radicali di Sinistra del Lazio si pongono come movimento di cittadini attivo nella ricerca, nella elaborazione e nella proposta di un nuovo modello di Regione che metta al centro i diritti sociali e le libertà civili, attraverso il rispetto delle differenze e il pluralismo dei modelli di vita, la valorizzazione dell’identità ambientale, culturale e artistica del Lazio come scelta strategica di sviluppo.

 

IL MODELLO DI SVILUPPO. IL LAVORO, LA PRECARIETÀ

Il Lazio, soprattutto per la presenza all’interno del suo territorio della Capitale, non ha mai avuto una classe politica regionale capace ed interessata a costruire un vero modello di sviluppo economico, culturale e sociale, illudendosi che la presenza di Roma potesse essere l’unica modalità di traino di un intero territorio.
Oggi questa visione è in piena crisi e mostra le contraddizioni di una Regione dai due volti e a due velocità.
Le delocalizzazioni produttive di questi anni hanno condannato interi settori manifatturieri al declino provocando dispersione di conoscenze e di competenze, mentre sono mancati investimenti capaci di guidare una riconversione qualitativa del sistema regionale. Anche laddove il lavoro si presenta ancora come “sicuro”, in realtà viene pagato meno, è diventato meno certo e gode di minor stima sociale. La stessa formazione ed il mercato del collocamento al lavoro subiscono una progressiva privatizzazione. Assistiamo a un generale impoverimento della classe lavoratrice e alle crescenti difficoltà di ampi settori del ceto medio produttivo.
I Radicali di Sinistra del Lazio pongono come questione centrale di politica regionale la formazione di un vero e proprio modello Lazio per la costruzione di un’economia di scala, che valorizzi e articoli una produzione industriale nuova, basata su innovazione, alta qualità del prodotto, basso impatto ambientale è la condizione indispensabile per dare nuovo impulso alla produzione e nuovo valore al lavoro valorizzando quelle filiere economiche in grado di stimolare una domanda di lavoro più qualificata e ad alto contenuto cognitivo. Ricerca, innovazione, creatività; agricoltura di qualità, turismo, cultura, industria a valore aggiunto, artigianato: questi sono i settori sui quali occorre scommettere per rendere la nostra Regione competitiva sui mercati e capace di creare ricchezza ed opportunità diffuse.

 

IL TERRITORIO, L’AMBIENTE. IL PAESAGGIO

La sfida più impegnativa è quella di promuovere un’inedita, quanto radicale, riconversione ecologica del territorio. Si tratterà in pratica di porre al centro della politica il rispetto e la rigenerazione delle risorse ambientali e degli equilibri ecosistemici . L’obiettivo è quello di integrare gli aspetti ambientali nei vari settori come la politica dei trasporti e dell’energia, le politiche agricole, dell’innovazione e dell’educazione. Facendo leva su una diversificazione di strumenti, fiscali, urbanistici, economici, è tempo di metter in atto una nuova fase delle politiche ambientali fondate sulla ricostruzione della qualità ecologica dei luoghi, del ripristino – non limitandosi quindi alla tutela e alla prevenzione – del benessere degli ambienti naturali e degli ambienti costruiti. Creazioni di reti ecologiche, rinaturalizzazione dei corsi d’acqua, manutenzione del paesaggio agrario, restauro dei centri urbani: queste sono le “grandi opere” di cui ha bisogno il nostro territorio e la nostra economia per reggere l’impatto della globalizzazione.

 

AUTOGOVERNO E DEMOCRAZIA

Il processo federativo può rappresentare un rinnovamento della politica necessario perché gli abitanti riprendano in mano responsabilmente il loro destino comprendendo la necessità della comunicazione e del rapporto con gli altri e con i processi globali che ci attraversano. Nella nostra idea di federalismo occorre attribuire alle autonomie locali – i municipi quali soggetti istituzionali in grado di promuovere processi reali di autogoverno – poteri e risorse: non solo allo scopo di aumentare l’efficienza del sistema, ma anche per alimentare un processo di coinvolgimento, responsabilizzazione e valorizzazione del bene comune. Emerge con sempre più forza una domanda di autogoverno delle comunità locali che coincide con l’aspirazione al rinnovamento della politica e non è per nulla in contraddizione con la richiesta un sistema universale di diritti e garanzie efficaci a fronte dell’attacco progressivo venuto dal processo di privatizzazione dei servizi e dei beni comuni. Da una rinnovata centralità delle assemblee comunali, che sono, da secoli, la vera struttura fondante della democrazia italiana, può muovere un nuovo federalismo: solidale e cooperativo.

  • I Municipi ed i Comuni: luoghi di democrazia e cittadinanza
    La riforma del Titolo V della Costituzione e le varie proposte di Devolution prospettano un nuovo centralismo regionale che poco ha a che vedere con un federalismo civico e di base.
    Proponiamo un decentramento reale che definisca nei Municipi di Roma e nei Comuni del Lazio, quali enti di maggiore prossimità, un nuovo spazio pubblico aperto, di reale esercizio dei diritti e della partecipazione ai quali trasferire le funzioni dei suoi assessorati: servizi sociali, cultura, ambiente. Vogliamo superare l’idea di città con un centro vivo circondato da periferie morte da destinare alla speculazione, per fare di ogni periferia il centro di una comunità nella quale i cittadini si possono riconoscere, e programmare una rete capillare di servizi.
  • Urbanistica partecipata
    Istituzione di un Ufficio per l’urbanistica partecipata che consulti i cittadini sui progetti di riqualificazione e trasformazione urbana sin dalla fase iniziale della progettazione; costruire un piano regolatore delle telecomunicazioni per la dislocazione di antenne e ripetitori con il contributo di cittadini e comitati di quartiere.
  • e-democracy e trasparenza dell’Amministrazione pubblica
    Riorganizzare la fruibilità dei portali regionali e comunali, consentendo l’accesso via web delle sedute e l’interazione tra Consiglio municipale e cittadini, la possibilità di presentare petizioni online al Consiglio e alla Giunta municipale, la consultazione degli atti e dei bilanci, l’informazione via e-mail attraverso servizi di newsletter.
  • Bilancio partecipato, la politica di tutti
    Aprire alla democrazia significa promuovere la partecipazione attiva al processo di formazione del bilancio, consentendo a tutti i cittadini, attraverso assemblee pubbliche di zona, mozioni per via telematica, di poter decidere le priorità verso le quali investire risorse di bilancio per il futuro del territorio in cui vivono e lavorano.

 

LE DONNE

E’ difficile l’accesso all’applicazione della legge 194 e spesso le donne sono costrette ad andare fuori regione per avere un’interruzione di gravidanza, per colpa dei troppi medici obiettori. E’ difficile per le giovani e le migranti avere una buona informazione e un supporto in tema di contraccezione, per il malfunzionamento dei consultori. Ci opponiamo a una idea che deleghi alla famiglia le responsabilità che sono pubbliche e alla donna il peso della cura e della sfera domestica. Siamo per la libertà e l’autodeterminazione delle donne per l’effettiva eguaglianza dei due generi sia nella sfera pubblica che in quella privata.

  • Tutte le violenze, da quelle drammatiche di tipo fisico, sessuale, psicologico o morale, a quelle connesse all’emarginazione e alle condizioni che ledono la dignità della donna, richiedono una risposta adeguata e propria.
    E’ prioritaria l’istituzione di un Coordinamento permanente contro le violenze sulle donne per:
    unire gli sforzi e aumentare le capacità di risposta di Enti ed Associazioni che si adoperano perché ogni donna, oltre al trauma della violenza, non debba anche subire l’esperienza della solitudine e del silenzio;
  • favorire il lavoro di rete per potenziare gli interventi: un aiuto concreto alle donne lese e al contempo uno stimolo a trasformare esperienze individuali in coscienza, per maturare un maggior senso di condivisione, solidarietà e sicurezza in tutta la collettività.

Rafforzare il Comitato Pari Opportunità con l’obiettivo di consolidare la rete di informazioni relative ai vari servizi comunali che operano in ambito sociale nonché ai servizi pubblici esistenti sul territorio cittadino con i seguenti obiettivi:

  • promuovere la partecipazione al lavoro delle donne attraverso l’adozione di strategie legate alla valorizzazione delle competenze e alla conciliazione dei tempi di vita e del lavoro;
  • sostenere le ragazze-madre disoccupate o precarie, sia attraverso percorsi formativi professionalizzanti, sia con l’introduzione di modelli organizzativi inclusi;
  • sostenere progetti di imprenditoria femminile capaci di fornire un valore aggiunto sociale (asili e assistenza).

 

FAMIGLIA E BAMBINI: INVESTIRE SUL FUTURO PER COSTRUIRE PARI OPPORTUNITA’ DA SUBITO

I bambini non votano, perciò troppo spesso le decisioni vengono prese sacrificando i loro interessi e i loro diritti, con ricadute dirette sulle famiglie.
Porre come questione prioritaria una seria politica per l’infanzia, significa infatti costruire le pari opportunità per le donne, oggi costrette a rinunciare o a portare avanti il loro lavoro al prezzo di grandi sacrifici, significa non costringere le famiglie a destinare una parte consistente del proprio bilancio per badanti e baby-sitter.

  • Nuovi asili
    Dare centralità alle Scuole e all’Infanzia, nell’ambito delle proprie competenze specifiche, attraverso l’aumento dei fondi per le ristrutturazioni degli asili, in modo da aumentare i posti disponibili e ridurre le liste di attesa, oltre all’impegno nell’apertura di altri nidi, all’interno di strutture già esistenti da ristrutturare oppure attraverso la costruzione di nuove strutture.
  • Aumentare la qualità e la sicurezza alimentare dei bambini
    Migliorare i servizi di refezione scolastica, con particolare riguardo alla qualità dell’alimentazione e al rispetto di scelte alimentari personali (quali quelle vegane o vegetariane) o legate a motivi di ordine religioso.
  • Scuole e territorio: una nuova centralità
    Favorire l’utilizzo delle strutture scolastiche in orari extrascolastici: la Scuola come punto di aggregazione per tutti i cittadini del Municipio.
  • Far incontrare le generazioni
    Riconsiderando la funzione dei centri anziani, come luoghi di incontro e integrazione sociale, offrendo servizi di baby-sitting, spazi culturali e di dibattito; potenziamento dei servizi per la prima infanzia, asili nido comunali, ludoteche.
  • Scuole, ambiente, energia
    Dotare ogni scuola di pannelli solari per ricavare energia a costo zero, con vantaggi economici ed ambientali per tutta la comunità.
  • Meno burocrazia per i genitori
    Istituire uno Sportello unico presso le anagrafi municipali rivolto ad offrire servizi ai genitori (documenti, graduatorie asili nido, vaccinazioni)

 

CITTADINANZA E DIRITTI CIVILI

I numerosi episodi di intolleranza, discriminazione e violenza contro lesbiche, gay, transessuali richiedono da parte delle istituzioni locali una particolare vigilanza tesa a tutelare il diritto di ciascuno alla propria dignità.
Anche le coppie e le famiglie di fatto, particolarmente numerose a Roma, restano prive di qualsiasi forma di tutela e di pubblico riconoscimento.
Da questo punto di vista, il Lazio sconta dei ritardi che hanno responsabilità di carattere nazionale, ma, a partire dal livello locale, è doveroso dare centralità e visibilità alle problematiche della comunità omosessuale e transessuale, delle coppie di fatto, progettando, insieme alle associazioni, una rete di servizi e spazi che promuovano visibilità e pari opportunità.

  • Unioni civili
    Istituzione del Registro regionale delle Unioni civili, al fine di estendere alle coppie di fatto (eterosessuali ed omosessuali) l’accesso paritario al welfare regionale e comunale, assicurando condizioni paritarie di accesso ai benefici fiscali ed economici per le coppie, a prescindere dal vincolo matrimoniale.
  • Promuovere i diritti civili dei cittadini GLBT
    La visibilità per lesbiche, gay e transessuali è conquista di libertà personale ma anche strumento politico essenziale.
    E’ nostro impegno quindi sostenere le iniziative e le attività delle associazioni GLBT e valorizzarne il lavoro in rete con l’obiettivo di attuare iniziative contro il pregiudizio e la discriminazione legati all’orientamento sessuale ed all’identità di genere; costruire un punto di riferimento per tutelare i diritti e per promuovere un’informazione corretta e la riflessione sui temi dell’omosessualità e del transessualismo; assicurare il pieno rispetto per i percorsi individuali ed affermare che la diversità è un valore di arricchimento collettivo; sostenere attivamente iniziative culturali, economiche e sociali.
    Libertà di essere, libertà di amare, per far crescere la consapevolezza che dal rispetto di questi bisogni e sentimenti inizia l’acquisizione di una piena e reale cittadinanza. Per tutti.

 

DIRITTI UNIVERSALI, BENESSERE SOCIALE, SALUTE

L’universalità dei diritti è un elemento centrale della nostra concezione della persona e della società. Oggi la privatizzazione dei servizi socio-sanitari in atto a livello nazionale si estende nella nostra regione ai settori più importanti della vita sociale: la scolarizzazione, la salute, tendono a divenire beni privati da acquisire secondo modalità simili a quelle del mercato, prescindendo dal loro carattere pubblico. Questo provoca concretamente una riduzione della qualità dei servizi. Occorre difendere il ruolo pubblico – e quindi di tutti e per tutti – di sanità e scuola.
E non solo: il benessere sociale (welfare) deve acquistare un nuovo ruolo: da politica riparativa dei danni sociali provocati da questo modello di sviluppo, e dalle nocività e diseguaglianze che crea, deve divenire strumento fondamentale di qualificazione della convivenza. Le politiche sociali dovranno a pieno titolo inserirsi nei processi programmatori.. E’ per questo che in uno scenario in cui alle tradizionali disuguaglianze si aggiungono fratture sociali nuove, cambiano le caratteristiche dominanti del rischio, cambiano i caratteri e i percorsi che portano all’esclusione, il welfare non può che partire dai nuovi fenomeni di marginalità e di esclusione dando vita a politiche d’inserimento sociale e potenziando luoghi pubblici di partecipazione che ne definiscono i caratteri. Riteniamo che non basti una ’semplice’ politica redistributiva, ma che ad essa vadano accompagnate misure di ricostruzione delle occasioni di benessere sociale (istruzione, abitazione, ambiti relazionali, organizzazione del lavoro).

 

ENERGIA, RIFIUTI, CONSUMI E STILI DI VITA

L’obiettivo di migliorare la qualità ambientale implica un profondo cambiamento della struttura economico sociale: non sono sufficienti, anche se necessari, innovazioni di processi e di prodotti – sviluppo di tecnologie, riduzione di emissioni, di rifiuti e di flussi i materiali nei processi produttivi – ma occorre promuovere diversi modelli di consumo e di produzione e promuovere il cambiamento degli stili di vita. Occorre produrre e consumare in modo diverso: consumando meno, riducendo l’impatto ambientale. La questione energetica e una nuova politica delle fonti energetiche, a partire dal solare e dalle energie rinnovabili, è al centro del modello di produzione, di consumo, di organizzazione sociale che vogliamo cambiare. Meno consumi e più consapevoli significa meno rifiuti e loro maggiore riuso all’interno di un ciclo che, agendo a monte, ne riduce la quantità e rende perciò sempre meno necessario il ricorso a discariche e inceneritori.

 

AGRICOLTURA NELLA GLOBALIZZAZIONE

La gestione pubblica dell’acqua, l’utilizzazione di energie alternative e rinnovabili, la salvaguardia del patrimonio ambientale, delle specie animali e vegetali autoctone sono la condizione vitale per una alta qualità della produzione agricola – e quindi del cibo che mangiamo – e della stessa vita nei nostri territori. Occorre ripensare l’agricoltura perché possa sempre più divenire elemento di presidio del territorio e delle reti ecologiche. Occorre ridare voce e rappresentanza ai soggetti coinvolti con la produzione del cibo, consumatori, lavoratori della terra, lavoratori del settore, promuovere l’alleanza con una società da cui sale la domanda di qualità, sicurezza e rispetto nell’uso delle risorse è il nostro compito, nella consapevolezza che questo può realizzarsi sulla critica radicale al modello liberista e nella prospettiva dell’alternativa alla sua politica di sviluppo.

 

POLITICHE PER LA DISABILITA’

La difficoltà di accedere agli edifici anche di recente costruzione, la difficoltà di fruire di un sistema di mobilità agevole fa sì che molti meno dei 4500 cittadini diversamente abili di Roma riescano a godere pienamente dei loro diritti costringendoli nelle loro case.
La lotta agli impedimenti di carattere architettonici e quelli relativi alla mobilità sono un punto fondamentale del programma in tre punti precisi:

  • istituzione di un numero verde del municipio dedicato a raccogliere le istanze e le segnalazioni di cittadini con disabilità, che fornisca a questi informazioni per la soluzione dei casi quando queste sono disponibili immediatamente e che provveda a creare un database “Mappa sistematica” delle questioni che affliggono il municipio per poterne valutare la gravità, l’urgenza e fornire tutte le informazioni per un piano di intervento;
  • aumentare i controlli sugli esercizi pubblici e locali aperti al pubblico perché siano in questi pienamente attuate le normative per l’eliminazione delle barriere architettoniche.
    o incentivare tramite riduzioni dell’imposta dell’ICI tra gli esercenti di attività con locali aperti al pubblico tutte quelle iniziative tecniche o organizzative volte ad agevolare l’accesso e la fruibilità dei servizi che vadano oltre quello che è stabilito dalle norme;
  • messa in sicurezza delle strade per le persone con disabilità; promuovere incentivi fiscali per l’adeguamento delle strutture turiste e ricettive.

DROGHE. MENO PROIBIZIONISMO, MENO MORALISMO: AFFRONTIAMO I PROBLEMI PER DAVVERO

Nonostante i limiti e gli errori intrinseci della politica nazionale sulle droghe, la Regione Lazio può e deve fare molto per attuare delle politiche di riduzione del danno e di assistenza, premessa obbligatoria per ogni seria ipotesi di recupero dalle tossicodipendenze.

  • La promozione di un osservatorio permanente sul consumo di sostanze stupefacenti (tutte, compreso alcool e tabacco), attraverso una rete di comunicazione fattiva tra i Sert.
  • Attuare un programma di concerto con i Comuni per la distribuzione gratuita nelle zone di maggiore disagio di materiale sterilizzato e di medicamenti per la disinfezione; predisporre unità mobili costantemente presenti sul campo per l’ascolto e il primo soccorso; attuare una capillare campagna informativa finalizzata al self-help.
  • Porre fine all’inutile campagna repressiva nei confronti dell’utilizzo di droghe leggere, soprattutto tra i giovani e gli studenti, facendo pressione politica su questura e prefettura affinché si smetta di colpire il consumo e ci si diriga verso una seria campagna di polizia nei confronti del narcotraffico.
  • Investire in adeguate campagne informative sull’uso del preservativo, favorirne l’uso attraverso la vendita a prezzo contenuto presso le farmacie comunali.

GIOVANI, SEMPLIFICAZIONE, CULTURA

Il volto del Lazio è profondamente cambiato: da regione ministeriale a regione produttiva, aperta ai mercati esteri e dalla forte spinta imprenditoriale.
Il Lazio è una delle poche aree del Paese con una crescita economica forte e stabile (+4%) che necessita un sostegno che la renda duratura e capace di promuovere opportunità e sociale.

  • Istituzione dello Sportello Unico delle imprese per lo snellimento delle pratiche burocratiche necessarie all’avvio di nuove iniziative imprenditoriali e delle pratiche amministrative, per garantire maggiore rapidità di risposta alle esigenze di imprenditori, commercianti e artigiani.
  • Incremento del sostegno alle nuove attività produttive tramite la costituzione di nuovi incubatori di imprese e tramite la creazione di una figura di tutor-manager, con lo scopo di aiutare i nuovi imprenditori.
  • Ampliamento dei fondi di autoimprenditorialità a soggetti particolarmente svantaggiati, quali disoccupati di lunga durata o persone sopra i 40 anni, sottoposti ad un percorso di formazione e riqualificazione.
  • Sostenere le iniziative culturali dei giovani, attraverso spazi autogestiti; investire sui canali extrascolastici del sapere: promuovere sconti e incentivi sui consumi culturali per gli studenti; promuovere l’insediamento di biblioteche, sale di lettura, spazi espositivi.

Lascia un commento