“SIAMO, NOI EUROPEI, UN POPOLO DI CATTOLICI, PROTESTANTI, MUSSULMANI, BUDDISTI, EBREI, NEOPAGANI, WICCAN, ATEI ED AGNOSTICI”
LETTERA APERTA A GIANNI MOSCHERINI, SINDACO DI CIVITAVECCHIA
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Caro Gianni Moscherini,
nei giorni scorsi, in cui andava tanto di moda il “cubagate”, io ho detto che le persone vanno giudicate sulla base dei fatti e non delle voci di corridoio o delle fotocopie, giacché sono certo del fatto che vi sia una differenza tra la magistratura e la cassetta della posta. Oltretutto, credo fermamente nella dignità della magistratura, che non può e non deve essere il piede di porco della politica.
Amo il vero e stavolta dico che sbagli, e sbagli profondamente.
Ho seguito un estratto del tuo discorso relativo alle celebrazioni del 4 novembre sulla stampa. Tu dici che la sentenza della corte di Strasburgo che vuole il crocifisso fuori dalle scuole è “una decisione che giudico personalmente ignobile e che non appartiene alla nostra cultura e a quella europea, fondata sui valori cristiani”; non pago di questo avresti detto che emetterai un’ordinanza che vada in direzione del mantenimento dei crocifissi nelle aule.
Domanda: siamo tutti cristiani? Non credo, basta guardarsi in giro. E’ quella la nostra tradizione? Semmai la tua, che hai anche studiato in seminario e che sei stato, pare, sull’orlo del farti prete. Ti ricorderei che la cultura europea è fatta dalla dialettica di bruto clericalismo e assoluta laicità: per ogni Torquemada c’è un John Stuart Mill, per ogni Tommaso d’Aquino un Jean Paul Sartre, per ogni Ratzinger, piccolo o grande che sia, vi è un Giordano Bruno. Per ogni Paolo di Tarso, c’è un Charles Darwin.
Siamo, noi europei, un popoli di cattolici, protestanti, mussulmani, buddisti, ebrei, neopagani, wiccan, atei ed agnostici. Nessuno può imporre un simbolo religioso nei luoghi che sono deputati alla crescita culturale dei futuri europei, che sono i nostri figli. Chi vuole una educazione religiosa, del resto, ne ha la possibilità con le scuole confessionali ed è libero di iscrivere lì la propria prole.
Inoltre, il fondamento dell’unità d’Italia, te lo ricorderei, è la laicità, quel “libera chiesa in libero stato” che è un motto estremamente famoso e che il tuo maestro delle elementari sicuramente ti ha insegnato. Gli anni d’oro dell’Italia, quelli dell’eroismo della fondazione della nuova nazione, sono stati epici proprio perché i cattolici non si sono immischiati; i problemi, per la neonata Italia, sono venuti quando è caduto il “non expedit” ed i cattolici politicamente organizzati sono entrati in politica.
Ma si sa, la psiche umana tende a rimuovere le cose sgradite.
Insomma, sei stato deludente; un buon sindaco dovrebbe rappresentare tutti, non solo i cristiani e, soprattuto, rispettare le sentenze della magistratura.
Definirle “ignobili” non è degno di un primo cittadino.
Certo, che qualcuno faccia ricorso contro un pronunciamento giudiziario che reputa illegittimo va bene, è nei suoi diritti, ma definire una sentenza che viene da anni ed anni di serie riflessioni, “ignobile”, è una cosa che tu non puoi permetterti di fare.
Dio (il tuo, che non è il solo e l’unico, ma soltanto il dio dei cattolici che non sono l’unico credo religioso né a Civitavecchia né al mondo), patria, perché comunque si festeggiava l’unità d’Italia, e famiglia. pare che tu ti sia dato alla più retriva restaurazione. Manca, nel tuo discorso, per chiudere proprio in bellezza e far trionfare la restaurazione ed il bigottismo, solo il dire che i gay sono malati e vanno curati …
Sembra anche che ti abbiano applaudito; non mi sorprende, giacché la parte migliore di Civitavecchia, quella che ha gli strumenti culturali ed etici per dirti che sbagli, era al lavoro a produrre ricchezza vera, non le briciole e la precarietà diffusa prodotte dal porto dei miracoli e dall’Enel.
Caro Gianni Moscherini, fa il sindaco, non il cattolico retrivo. Fare il sindaco vuol dire rappresentare tutti al di là delle tue convinzioni religiose, delle quali ti prego di parlare quando non indossi la fascia tricolore.
Prendi esempio da Ernesto Nathan: se vuoi te ne regalerò una biografia.
Spero, infine, che la faccenda della delibera sia solo una gigionata. Non mi va di arrabbiarmi sul serio …
Un saluto laico,
Mario Michele Pascale
Coordinatore regionale del movimento dei Radicali di Sinistra




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