Stefano Andrini è il nuovo amministratore delegato di Servizi Ambientali, società controllata da Ama che per conto dell’azienda si occupa della raccolta dei rifiuti in 40 comuni del Lazio. La nomina è stata ufficializzata durante un placido consiglio di amministrazione.
Una nomina come tante, che, presa in se non farebbe notizia se non per il fatto che il neo amministratore ha avuto un passato di violenza nell’estrema destra romana. In realtà sono scattate praticamente immediate le polemiche legate al suo passato. Andrini infatti venne condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione poichè fece parte del commando di otto estremisti di destra che nel giugno del 1989 aggredirono a colpi di spranga due ragazzi in piazza Capranica.
Due di questi anni gli furono condonati.
Immediate le reazioni a sinistra, Gianluca Peciola, coordinatore del gruppo federato della sinitra alla provincia di Roma ha commentato “con la nomina di Andrini il sindaco conquista il podio dell’inaffidabilità e si dimostra prigioniero dell’estrema destra. Nella Capitale d’Italia si affacciano alle leve di comando della cosa pubblica ex-naziskin ed eredi di un passato in ambienti di estrema destra. Come può l’amministrazione capitolina conferire un incarico così importante a una figura dal passato tanto discusso, come quella di Stefano Andrini?
Rincara la dose contro Alemanno il consigliere Pd in provincia Pino Battaglia: “Con la nomina di Andrini il sindaco conquista il podio dell’inaffidabilità e si dimostra prigioniero dell’estrema destra”.
Andrini si è difeso dalle accuse ed ha promesso di passare al contrattacco: “Sono iscritto ad Alleanza Nazionale da oltre 10 anni e ora ho aderito al Popolo delle Libertà nei cui valori mi riconosco pienamente. Ho pagato il mio debito con la giustizia per ciò che è accaduto 20 anni fa e sono stato completamente riabilitato già da molti anni”.
Fin qui la notizia.
Due cose ambedue vere sulle quali vale la pena di riflettere. Di certo un ex detenuto, indipendentemente dal crimine commesso, viene recluso in funzione della sua riabilitazione sociale. Una volta che è stato “punito” e “rieducato” egli ha tutto il diritto di rifarsi una vita. Resta però il dubbio sul perchè proprio una nomina così importante in una controllata di una municipalizzata del comune di Roma. Di certo il passato politico di Andrini ha avuto il suo peso nel cuore di una classe dirigente sentimentalmente troppo legata ad un passato fatto, a destra, di poche idee molto confuse e tanta violenza.
Aldrini ha il diritto di lavorare secondo le sue capacità, ancora meglio se queste sono capacità dirigenziali, ma sarebbe stato meglio, meno imbarazzante e più consono che si fosse impiegato altrove, così come sarebbe stato molto meno imbarazzante se il sindaco Alemanno e tutta la nuova classe dirigente che da lui deriva, avessero reciso il cordone ombelicale che li lega ad un certo tipo di destra. D’accordo, il sentimento è sentimento ed Alemanno ed i suoi hanno respirato, dal loro punto di vista, l’aria avvelenata degli anni ‘60 e’70, mettendosi in gioco politicamente ed umanamente; ma ora Alemanno è il sindaco di Roma, il sindaco di tutti i romani, compresi quelli che, a quei tempi, non gli erano molto simpatici. Ha scelto, con la sua candidatura e la sua avvenuta elezione, una via moderata, stemperata, rispetto a tempi oggettivamente bui, luttuosi e burrascosi.
Occorrerebbe, invece di fare il chierichetto che va a Lourdes, facendo rivoltare nella tomba l’unico sindaco di Roma degno di questo nome, che fu Ernesto Nathan, che prendesse serie lezioni di laicità. Laicità non è solo distinzione tra Stato e chiesa (che partecipando al pellegrinaggio egli ha fortemente incrinato) ma anche libertà della cosa pubblica da tutte le lobby, ivi compresa quella dei turbolenti amichetti di gioventù.
Sia laico, Signor Sindaco, e trasmetta la sua rinnovata laicità a tutti i suoi collaboratori.
Quanto ad Aldrini, con tutta la simpatia possibile per il suo passato di detenuto e le sicure sofferenze subite, sarebbero opportune le sue dimissioni. Segno, queste, di una reale riabilitazione.
Ultimo interrogativo aperto, su cui cito le dichiarazioni di Luca Gramazio riportate dal quotidiano Romatoday.it è il voto favorevole alla nomina di Aldrini di Antonio Passerelli, presidente di Ama servizi ambientali, in quota Rifondazione comunista. Voto che si spera sia stato dettato da considerazioni umanitare e non da oscuri “equilibri” politici.
Mario Michele Pascale
Coordinatore regionale Lazio
Movimento dei Radicali di Sinistra




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