Monnezza, zozzoni e signori con la cravatta. Intervento di Mario Michele Pascale, coordinatore regionale

2 07 2009
Civitavecchia non è “culturalmente matura” per la raccolta differenziata porta a porta.
Questo l’orientamento del consiglio comunale. Popolo di zozzoni, incapaci di comprendere la differenza tra spaghetti avanzati e una copia del messaggero, talmente ignoranti da scambiare il vetro con la plastica oppure barbari che, seppure dotati di tv al plasma, svuotano il vetusto pitale dalla finestra direttamente sulla testa dei passanti.
E va bene che la città di Civitavecchia è provincia e, come tale, non ha modi “urbani” o meglio “metropolitani” e che nei tempi passati la differenza tra sottoproletariato rurale e portuale e le altre classi sociali si giocava sui modi e gli stili di vita o per meglio dire sull’”educazione”.
Ma qualcosa stona nella misura in cui, senza scomodare la filosofia politica, la legge della rappresentanza vuole che chi viene eletto alle cariche pubbliche si identifichi con coloro i quali lo hanno votato. I comunisti votano i comunisti, i cattolici i candidati che sono orientati religiosamente, gli uomini della destra sceglieranno i loro pari. Questi civitavecchiesi zozzoni chi avranno scelto, secondo voi?

Fin qui le facezie, perchè giustamente nella varietà dell’esistenza ci deve essere spazio anche per quelle.
Il punto alto della discussione è che chi rappresenta la città un minimo di rispetto per i cittadini e per il territorio tutto, lo deve avere. Un punto ancora più alto consiste nel fatto che fare politica non vuol dire cincischiare con l’onorevole capocorrente, nè farsi accettare allo sporting club o in qualche altro esclusivo circolo di signori, nè occupare a titolo più o meno legittimo incarichi e e prebende. Politica è anzitutto capacità di progettare il futuro.
Il futuro di Civitavecchia in tema di smaltimento dei rifiuti, corroborato dall’esempio di molte altre parti d’Italia in cui la raccolta differenziata è una realtà, passava, appunto, per quella via. Si è scelto Arrow Bio, che è una mezza soluzione. Pensiamo comunque al bicchiere in parte pieno; in ogni caso una risposta in tema di rifiuti, per quanto incompleta e sbilenca, la si è data.
Perdoniamo quindi l’astensione di parte dei consiglieri di opposizione.
Ma resta il punto; se la politica si limita a cavalcare l’esistente, la nostra città rimarrà sempre al palo. Si chiede a gran voce innovazione e cambiamento e questa classe dirigente (perchè non mi sembra che dalla massima assise cittadina si siano levate molte proteste contro una certa immagine della città) resta ancorata alla visione di un enorme, esteso sottoproletariato affamato cui fare la carità. Certo, questo può sembrare vero se si guardavano le persone in fila davanti alla porta del sindaco a pietare una casa, capaci anche di vendere la propria genitrice pur di annullare il verdetto di graduatorie, legittime, che li vedevano comunque penalizzati.
Ma Civitavecchia non è solo questo, è anche tanto ingegno e tanta cultura che ogni giorno spariscono per lavorare nella capitale e rientrano la sera. Invisibili, se qualcuno non segue il loro percorso nei vagoni piombati che ogni giorno portano a Roma.

Eppure esistono e sono la Civitavecchia maggioritaria.
Quindi, chi parla di immaturità culturale di fronte alla raccolta differenziata, vive in un mondo “altro”, piccolo, che forse coincide con il triangolo d’oro tra Pincio, palazzo della Cariciv e terrazza Guglielmi. Un frammento realmente insignificante di quelli che sono l’esteso territorio ed i cinquantamila abitanti di Civitavecchia.


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